Sulla parete est domina la scena lo stemma papale di Gregorio XIII Boncompagni , un drago, sormontato da triregno e chiavi decussate, affiancato da due figure femminili, allegorie di Vigilanza e Custodia, che introduce il grande affresco sottostante nel quale si celebra la consegna del titolo di Commendatore a Teseo Aldrovandi, da parte del pontefice: un panno nero con la doppia croce bianca . Sul lato sinistro compaiono due personaggi recanti i sigilli, e una figura in armatura ed elmo piumato, riconducibile alla simbologia della città di Roma. Nell’angolo in basso a destra la leggenda vuole che si siano ritratti di spalle, vestiti da armigeri, i due autori del dipinto, i fratelli Zucchi, che hanno lasciato ulteriori riferimenti della loro presenza nascosti nei festoni che ornano gli angoli della sala dove, fra un fitto fogliame, spuntano le “zucche”, insieme ad altri prodotti esotici del Nuovo Mondo, molto ricercati in quel tempo.









