Il Museo Storico dell’Arte Sanitaria risiede presso l’edificio voluto da papa Alessandro VII Ghigi, l’antico “Ospedaletto, che rappresenta l’ampliamento seicentesco del S. Spirito, posto perpendicolarmente all’Ospedale quattrocentesco, (Corsie Sistine) e prospiciente sulla riva destra del Tevere. La storia del Museo affonda le sue radici nel 1911, durante la celebrazione dell’unità d’Italia attraverso l’esposizione Universale, tenutasi a Torino e a Roma presso varie sedi, tra cui Castel S. Angelo, dove fu allestita nella sezione Arti Sanitarie una mostra di reperti scientifici di varie epoche, di proprietà del Santo Spirito e dei proff. Carbonelli e Capparoni. Con l’idea di rendere perpetua l’esposizione realizzata per la suddetta mostra, nel 1933, Pietro Capparoni, Giovanni Carbonelli, Mariano Borgatti ed altri Enti (compreso l’ex Pio Istituto di Santo Spirito) - i quali donarono le loro collezioni - aggiungendole al fondo dell’antico Museo Anatomico, fondarono il Museo di Storia dell’arte sanitaria presso il Santo Spirito. Il Museo si sviluppa su due piani ed articolato in sei ambienti principali in cui sono esposte le collezioni medico-scientifiche: La sala Alessandrina, sala Flajani,sala Capparoni, sala Carbonelli, Farmacia e Laboratorio Alchemico.
Punti di interesse
Sala Alessandrina
L’edificio voluto da papa Alessandro VII Ghigi, anticamente conosciuto con il nome di “Ospedaletto”, rappresenta l’ampliamento seicentesco del S. Spirito. L’edificio è posto perpendicolarmente all’Ospedale quattrocentesco , le “Corsie Sistine” e prospicente sulla riva destra del Tevere. Alla sala Alessandrina, si accede da una gradinata posta davanti al grande portone ritagliato, e consiste in un’ampia aula a pianta rettangolare la cui volta conserva l’originale cassettonato in legno. Sul fondo della sala, uno scalone monumentale adorno di busti in gesso, raffiguranti celebri medici si sviluppa simmetricamente con doppia gradinata, per consentire l’accesso al primo piano. La Sala Alessandrina è sede espositiva di numerose opere grafiche di Antonio Serantoni , del XIX secolo, colorate a mano raffiguranti tavole anatomiche e alcuni dipinti su tavola appartenuti al celebre medico Guglielmo Riva.
Sala Flajani
La piccola sala custodisce il materiale sopravvissuto dell’antico Museo Anatomico del Flajani, che consiste nell’esposizione delle cere anatomiche ostetriche, dei preparati anatomici a secco e in liquido del tardo Seicento e dei preparati patologici di varie epoche . I reperti sono collocati sulle originarie scaffalature in noce del XVIII secolo. All’interno della sala è presente un manufatto ligneo del XVIII secolo, il “Tempietto per la china” e un cassone ligneo del XVI secolo che originariamente aveva la funzione di conservare le spezie, compresa la corteccia della china.
Sala Capparoni
La sala Capparoni raccoglie una collezione molto variegata nella tipologia. Tra i numerosi reperti spicca la raccolta di cere ex voto, di provenienza moderna ma anche etrusca , romana e greca. Sono inoltre visibili il “corno del liocorno” , (dente del cetaceo Narvalo), e le farmacie portatili del XVII-XIX secolo e una raccolta di antichi vetri e ceramiche da farmacia, la macchina per l’elettroterapia del XIX secolo.
Sala Carbonelli
La sala Carbonelli custodisce numerosi reperti provenienti dalla collezione di Giovanni Carbonelli. Inoltre, all’interno della sala sono esposti: la cattedra del Lancisi, un torchio per farmacia del XVII secolo e materiale proveniente dalla mostra retrospettiva in castel S. Angelo. Una grande teca di vetro conserva la preparazione a secco, del XIX secolo raffigurante il sistema nervoso centrale e quello nervoso periferico . Lungo le pareti sono disposte le vetrine che custodiscono gli oggetti riconducibili alla pratica chirurgica e ostetrica, mentre al centro una serie di teche conservano una esigua raccolta di erbari e diplomi di medicina. Su un’altra parete una vetrina sormontata dallo stemma dei Savoia, raccoglie l’armamentario chirurgico da campo donato appartenuto al re Vittorio Emanuele II.
Ricostruzione antica farmacia
La ricostruzione dell’antica farmacia, proviene dalla mostra retrospettiva del 1911 a Castel Sant’Angelo. L’allestimento scenografico delle antiche ceramiche su su scaffalatura lignea, appositamente realizzata per l’occasione, consiste nella collezione di ceramiche,( secc.XVI-XIX) vasi ad orcio ed arbarelli e mortai di fatture diverse, provenienti soprattutto dalla spezieria dell’Ospedale S. Spirito e dagli ospedali riuniti dell’ex Pio Istituto di S. Spirito.







