La collezione, suddivisa in tre fondi, include 20 mila volumi, tra cui 375 manoscritti, 1628 cinquecentine e circa 60 incunaboli. Tra i pezzi più rilevanti ci sono il manoscritto miniato “Liber fraternitatis Sancti Spiritus in Saxia de Urbe” (XV sec.) e il manoscritto miniato di Avicenna (XIII sec.). Specializzata in Storia della Medicina e della Scienza, la Biblioteca partecipa al Censimento Nazionale dei Manoscritti e delle Cinquecentine.
Punti di interesse
Atrio e Vestibulo della Biblioteca, SECC. XVIII-XX
Nell’atrio e nel Vestibulo della Biblioteca Lancisiana si snoda la grande scaffalature lignea del XVIII secolo, sormontata da cartigli recanti i nomi delle materie a caratteri d’oro. All’interno delle librerie sono custoditi sin dal momento della fondazione, i preziosi codici della Biblioteca. Al centro dell’aula, ai lati del grande arco a tutto sesto, vegliano i busti dei pontefici dei quali Giovanni Maria Lancisi era archiatra pontificio: Clemente XI (Gian Francesco Albani) e Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi). Realizzati in marmo da artisti di scuola romana della prima metà del XVIII secolo, riflettono i canoni della scuola berniniana. La presenza di mortai e ceramiche farmaceutiche (secc. XVI-XIX) ha soprattutto lo scopo di testimoniare la stretta correlazione tra studio e pratica farmaceutica.
Volta della sala lettura, Gregorio Guglielmi sec. XVIII
L’artista Gregorio Guglielmi fu attivo a Roma, fin verso il 1751. Tra il 1745 e il 1748 realizzò sulla volta della Libreria Lancisiana l’affresco: La Sapienza scaccia l’ignoranza, Risulta coevo, il ciclo di affreschi in 32 scene con Profeti, Vita di Cristo e Storie degli apostoli nell’ala dell’ospedale di S. Spirito in Sassia, fatta erigere da Benedetto XIV (distrutta nel 1908).
Sala lettura della biblioteca, Tommaso Mattei sec.XVIII
Tommaso Mattei, allievo di Carlo Fontana e di Carlo Rainaldi, fu attivo nel periodo dell’arte barocca a Roma. Architetto dell’ospedale di S. Spirito alla fine del 1600 e per il periodo compreso fra il 1707 e il 1717, si attribuisce la nuova sistemazione della Biblioteca Lancisiana compresa la scaffalatura lignea poggiata su marmo. La scaffalatura è costituita da un giro di armaria, su due ordini di altezza, divisi da un cornicione ,sopra il cui piano gira una ringhiera di ferro, cui si sale da una scala a chiocciola.
Globo celeste e globo terraqueo, Vincenzo Maria Coronelli XVII sec.
I globi della Biblioteca Lancisiana , realizzati da Vincenzo Maria Coronelli, furono donati a Giovanni Maria Lancisi. Dal doge di Venezia, Francesco Morosini in occasione dell’inaugurazione della Libreria. Ciascun globo è sorretto da quattro bracci in metallo dorato che si dipartono da un piede intagliato per sorreggere l’orizzonte/equatore. Il meridiano è in ottone, così come il disco al Nord che reca le ore intagliate. Il frate francescano Vincenzo Maria Coronelli, frate fu un famoso cartografo e geografo veneziano. Anche Luigi XIV lo volle alla sua corte. Esordì come costruttore di globi terrestri e celesti nel 1678 E fu anche autore di oltre 200 carte geografiche . Per il re Sole realizzò due enormi globi, uno terrestre e uno celeste di circa 5 metri di diametro.
Sfera armillare, Simone Barocci (attr.) XVI sec.
La sfera armillare, faceva parte della collezione degli strumenti scientifici di cui il Lancisi aveva dotato la Biblioteca. Realizzato da Simone Barocci urbinate, nel XVI secolo serviva a dimostrare e studiare i movimenti della ‘sfera celeste’ rispetto alla Terra (posta al centro). Costituito da un’ossatura di cerchi metallici graduati (armille), il manufatto mostrava lo stato delle conoscenze astronomiche approvate a metà del XVI secolo, ancora basate sull’universo geocentrico.
Finestra segreta, XVII sec.
La scansia XXVI della Biblioteca Lancisiana, nasconde una finestra segreta ,che affaccia sulla corsie Sistine, fatta realizzare nel XVII secolo dal Commendatore Giovanni Battista Spinola per osservare l’operato del personale sanitario addetto all’assistenza dei malati, che doveva rispecchiare la Regulae, ovvero il Regolamento dell’Amministrazione.
Codice Liber Fraternitatis, XV sec.
Il Liber Fraternitatis è un codice manoscritto datato 1446, composto da circa 500 fogli mebranacei cuciti. Esso tramanda le due bolle papali di Eugenio IV e Sisto IV, per il rinnovo dell’Ordine ospedaliero di S. Spirito e della annessa Confraternita , nonché gli autografi si di umili devoti che di celebri personalità del panorama sociale e politico. I confratelli avevano l’obbligo di prestare la loro opera almeno una volta l’anno in ospedale, di cercare nelle strade e nelle case poveri e bisognosi, occuparsi della sepoltura e raccogliere le elemonise a beneficio dell’Istituto. In seguito si aggiunsero, le sottoscrizioni di celebri personalità, regnanti provenienti dall’Italia e dall’Europa. Nel codice è annoverata anche la firma del pontefice San Giovanni Paolo II. Il prezioso manoscritto presenta due incipit miniati, all’inizio delle bolle di rifondazione dell’Ospedale: quella emanata da Eugenio IV nel 1446 e quella di Sisto IV nel 1478 entrambe seguite dalla firma del papa e dei cardinali.
Codice di Avicenna
Il Codice di Avicenna, è un manoscritto del XIII secolo membranaceo, che tramanda la traduzione latina dell’opera più nota del celebre medico Avicenna: Il Canone di medicina. All’interno del Canone, Avicenna ha trascritto i propri studi teorici circa la sperimentazione clinica, di cui fu il precursore. Sommariamente il Canone è organizzato in cinque libri principali superbamente decorati da incipit miniati.






