La realtà dell’epoca purtroppo confermava questa turpe consuetudine, il papa decise quindi di costruire un edificio, nel quale accogliere bambini abbandonati, poveri, donne sole e prestare cure mediche gratuite per tutti. Un angelo indica in sogno al papa di costruire il nosocomio dove un tempo sorgeva la Schola Saxonum, ancora proprietà del re Giovanni Senza Terra, che gliene fece dono. Intitolato a S. Maria in Sassia, il principio sulla quale si impostava l’opera assistenziale e caritatevole dell’ospedale, seguiva la Regola, enunciata nel Liber Regulae, dell’Ordine Ospedaliero del Santo Spirito, fondato da Guido di Montpellier, primo maestro, secondo la quale “il malato è il padrone e il medico il suo servitore”, che ebbe un’ampia e rapida diffusione in Europa e fu adottata in molti ospedali.







