Percorsa la sala Baglivi si arriva al monumentale tiburio sormontato da una torre ottagona illuminata,  nell’ordine superiore, da finestroni a trifora fra i quali sono dipinti Salomone e personaggi biblici. Nell’ordine inferiore, nel tamburo* impostato su quattro grandi arconi, sono posti in nicchie a conchiglia le statue in stucco degli apostoli. Nei quattro pennacchi ai lati degli arconi, compaiono i quattro evangelisti. Mentre l’architettura del tiburio è facilmente attribuita a Giovani Pietro Gherarducci, parte della decorazione è cautamente riferibile a Giovannino de Dolci.

* Elemento architettonico a forma cilindrica o poligonale che raccorda gli appoggi dell’edificio sottostante con la cupola