Sulla parete di fondo della sala Lancisi è presente l'ingresso monumentale dove campeggia l’insegna araldica del Papa Pio VI Braschi, sotto il cui pontificato fu creata la Farmacia. La spezieria, nella quale si assicurava l’immediato trasporto delle spezie e dei medicamenti richiesti dai medici, era dotata di alambicchi, caldaie, distillatori, vasi, mortai e pestelli, conservava prodotti chimici e botanici ed era in grado di preparare farmaci in notevoli quantità. La spezieria era fornita di ricettari ed erbari, come la "corteccia peruviana", il chinino, farmaco rivoluzionario all'epoca per la cura della malaria, appositamente custoditi presso un locale dedicato.
Punti di interesse
Sisto IV visita l’ospedale appena costruito
Sulla parete ovest della Corsia, sopra la porta che una volta conduceva all’antica Spezieria, fra il quadro che rappresenta “Sisto IV dispone l’ospizio degli esposti” e quello che descrive la creazione di un del “Ricovero per nobili decaduti”, si apre la finestrella segreta, nascosta fra gli affreschi, dalla quale il Commendatore poteva sorvegliare, non visto, quanto accadeva nelle Corsie. Corrispondeva ad una delle stanze degli appartamenti del Commendatore, oggi sede della Biblioteca Lancisiana. Il terzo quadro della parete narra la consegna da parte del pontefice della chiesa di Santa Maria del Popolo, agli Agostiniani. Sulla parete ovest della Corsia, sopra la porta che un tempo portava all’antica Spezieria, c’è una piccola apertura molto speciale: è la finestrella segreta. È nascosta tra due affreschi: uno mostra Papa Sisto IV che crea un ospizio per i bambini abbandonati, l’altro racconta la fondazione di un ricovero per nobili caduti in povertà. Da questa finestrella, il Commendatore poteva osservare cosa succedeva nella Corsia senza farsi vedere. La finestrella collegava direttamente una delle stanze dei suoi appartamenti, che oggi è diventata la Biblioteca Lancisiana. Il terzo affresco sulla stessa parete mostra Papa Sisto IV mentre consegna la chiesa di Santa Maria del Popolo agli Agostiniani, un ordine religioso.
Sisto IV riceve le visite dei regnanti di varie nazioni europee
I regnanti si prostrano davanti al papa e gli porgono i loro doni: Cristina I re di Danimarca, Svezia e Norvegia, Ferdinando re di Napoli, Niccolò Uilaki re di Bosnia e Valacchia, Eleonora d’Aragona figlia del re di Napoli e futura sposa di Ercole d’Este. Il papa concede nuovi privilegi agli ordini mendicanti: Francescani, Domenicani, Carmelitani, Certosini. In una delle scene affrescate, si vedono i regnanti (cioè i re e le regine) che si inchinano davanti al papa e gli portano i loro doni. Tra questi personaggi ci sono: Cristina I, regina di Danimarca, Svezia e Norvegia Ferdinando, re di Napoli Niccolò Uilaki, re di Bosnia e Valacchia Eleonora d’Aragona, figlia del re di Napoli e futura moglie di Ercole d’Este In questa scena, il papa concede nuovi privilegi a vari ordini religiosi mendicanti, cioè gruppi di frati che vivevano di offerte: i Francescani, i Domenicani, i Carmelitani e i Certosini.
Sisto IV affida la Biblioteca Vaticana a Bartolomeo Sacchi
Al Platina, autore dei testi di tutte le didascalie che compaiono in latino sotto ogni quadro, sotto il pontificato da Sisto IV, nel 1475, fu conferita la carica di prefetto della Biblioteca Vaticana e l’incarico di scrivere una storia del pontificato, che lo rese famoso per aver superato e l’impostazione tradizionale degli annali, con una predilezione biografica. Con la raffigurazioni della visita di Carlotta regina di Cipro (attribuita alla scuola di Melozzo da Forlì) e la presa di Smirne da parte della Flotta Pontificia, si conclude il percorso dell’ala Lancisiana. Tutte le didascalie in latino che si trovano sotto i quadri delle Corsie furono scritte da Bartolomeo Sacchi, detto il Platina. Nel 1475, durante il pontificato di Sisto IV, il Platina fu nominato prefetto della Biblioteca Vaticana, cioè il responsabile della biblioteca del papa. Ricevette anche l’incarico di scrivere la storia del pontificato, cioè del governo del papa. Il Platina divenne famoso perché raccontava la storia in modo nuovo, dando molta importanza alle vite delle persone, non solo ai fatti politici. Il percorso nella sala Lancisiana si conclude con due affreschi: la visita della regina Carlotta di Cipro, attribuito agli artisti della scuola di Melozzo da Forlì; la presa della città di Smirne da parte della flotta pontificia.
Altri episodi della vita del papa proseguono nell’Ala Baglivi
Attraversando di nuovo il tiburio prosegue il racconto, rientrando nell’ala Baglivi dove seguono le raffigurazioni di altri episodi e vicende storiche della la vita di Sisto IV, fra le quali la Canonizzazione di San Bonaventura da Bagnoreggio, e la ricostruzione di Santa Maria della Pace (eseguiti da artisti dell’area marchigiana). Attraversando di nuovo il tiburio, il racconto continua nella seconda parte del percorso, cioè nell’ala Baglivi. Qui si trovano altri affreschi che mostrano momenti importanti della vita di Papa Sisto IV. Tra le scene più importanti ci sono: la canonizzazione di San Bonaventura da Bagnoreggio, cioè quando il papa lo proclamò santo; la ricostruzione della chiesa di Santa Maria della Pace. Questi affreschi furono realizzati da artisti delle Marche, una regione dell’Italia centrale.
Fine della vita e del pontificato di Sisto IV
Vengono raffigurati i funerali del papa. San Francesco presenta a Dio il pontefice e le sue opere più importanti come Santa Maria della Pace e l’Ospedale del Santo Spirito, ed in fine San Pietro introduce Sisto IV in Paradiso. La pittura dell’ultimo quadro sembra essere più tarda, XVI secolo, rispetto agli altri eseguiti tutti entro la fine del XV secolo. Il percorso di visita termina nella stessa sala, ala Baglivi, dalla quale è iniziato. L’ultimo affresco del percorso mostra i funerali di Papa Sisto IV. In cielo, San Francesco presenta a Dio il papa e le opere importanti che ha realizzato, come la chiesa di Santa Maria della Pace e l’Ospedale di Santo Spirito. Alla fine, San Pietro accoglie Sisto IV e lo accompagna in Paradiso. Questo ultimo quadro sembra essere stato dipinto più tardi, nel 1500, mentre gli altri affreschi furono realizzati alla fine del 1400. Il percorso di visita si conclude nella stessa sala da cui era iniziato, cioè nell’ala Baglivi.






