In seguito all’abbattimento della corsia Benedettina, che proseguiva le attuali Corsie lungo gli argini del Tevere, per la costruzione dei muraglioni, nel 1926, la vecchia facciata dell’Ospedale fu restaurata nelle forme che aveva nel XV secolo, suggerite da pochi elementi architettonici di quel periodo sopravvissuti e grazie all’affresco dipinto da Sandro Botticelli nella Cappella Sistina, "La purificazione del lebbroso". L'ingresso è preceduto da una loggia arcata, sul cui pavimento è raffigurato lo stemma dell'ordine degli Ospedalieri di Santo Spirito, la croce di Lorena sormontata dalla colomba dello Spirito Santo, realizzato con maioliche colorate.
Punti di interesse
Le maioliche dello stemma del Santo Spirito
Lo stemma fu realizzato sul pavimento della loggia di entrata, con piastrelle in maiolica, tecnica molto in voga negli anni di realizzazione dell’ingresso. La firma è quella di Galileo Chini, imprenditore e artista molto quotato nel primo decennio del XX secolo. Proveniente dalle scuole e botteghe fiorentine, a lui si devono numerosissimi interventi di Art Decò, come decoratore e ceramista in alberghi, ville ed edifici termali. Lo stemma dell’Ospedale è stato realizzato sul pavimento della loggia d’ingresso, usando piastrelle di maiolica, una tecnica decorativa molto usata all’epoca. L’opera è firmata da Galileo Chini, un artista e imprenditore molto famoso nei primi anni del Novecento. Chini veniva da Firenze e aveva studiato in botteghe e scuole d’arte. Era esperto nello stile Art Decò e ha lavorato come decoratore e ceramista in tanti alberghi, ville ed edifici termali in tutta Italia.
Croce di Lorena
Era lo stemma dell’Ordine degli Ospedalieri di Santo Spirito, creato nel 1170 da Guy di Montpellier, nominato dal pontefice Maestro dell’Ospedale di Santa Maria in Sassia (nome del primo ospedale innocenziano) nel 1204. Si tratta di una croce a due bracci sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo. La croce a due bracci era nota come Croce Patriarcale e in seguito come Croce di Lorena. La piccola traversa superiore rappresenta il titulus Crucis, cioè l’iscrizione che Ponzio Pilato fece porre sulla croce di Gesù: in latino Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, abbreviato INRI. La si ritrova attualmente in altri contesti: simbolo della lotta alla tubercolosi, stemma della Francia Libera e nelle bandiere di molti stati europei. Lo stemma dell’Ordine degli Ospedalieri di Santo Spirito fu creato nel 1170 da Guy di Montpellier. Più tardi, nel 1204, il papa lo nominò Maestro dell’Ospedale di Santa Maria in Sassia, il primo ospedale costruito da Papa Innocenzo III. Lo stemma è composto da una croce con due bracci, sopra la quale si trova una colomba, simbolo dello Spirito Santo. La croce a due bracci è chiamata Croce Patriarcale, poi nota anche come Croce di Lorena. La barra più piccola in alto rappresenta il “titulus Crucis”, cioè la scritta che Ponzio Pilato fece mettere sulla croce di Gesù, con la scritta INRI, che in latino vuol dire: Gesù Nazareno Re dei Giudei. Oggi questo simbolo si può vedere anche in altri contesti: è il simbolo della lotta alla tubercolosi, lo stemma della Francia Libera e si trova su alcune bandiere europee.
Stemma marmoreo della Rovere
Lo stemma decora i peducci (piccole mensole) sui quali si impostano le volte del portico. La famiglia Della Rovere cominciò a fiorire con Francesco, nato nel 1414 da Leonardo della Rovere di Savona, di umile condizione, poi salito al soglio pontificio con il nome di Sisto IV. Pertanto si volle nobilitare l’origine della famiglia, facendola discendere da un lontano ramo dei Della Rovere di Torino, conti di Vinovo, dei quali assunse lo stemma di azzurro con la rovere d’oro sradicata. Lo stemma in marmo, sul portale è sormontato dal triregno papale (mitria) e le chiavi decussate (incrociate), insegne ufficiali della Santa Sede. Sotto le volte del portico, su piccole mensole chiamate peducci, si può vedere lo stemma della famiglia Della Rovere. Questa famiglia cominciò a diventare importante con Francesco Della Rovere, nato nel 1414 in una famiglia semplice a Savona. Più tardi, Francesco diventò papa con il nome di Sisto IV. Per dare più prestigio alla famiglia, si disse che i Della Rovere di Savona discendevano da un antico ramo nobile della famiglia Della Rovere di Torino, conti di Vinovo. Per questo motivo adottarono il loro stemma: uno sfondo azzurro con una quercia dorata, sradicata. Lo stemma in marmo che si vede sul portale è decorato con il triregno papale, cioè la corona del papa, e con le chiavi incrociate, simboli ufficiali del papato e della Santa Sede.






